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Come Usare i Video Su Facebook Per Far Crescere La vostra Azienda (parte 2)

Nella prima puntata di questo post abbiamo esaminato alcune  strategie che potete usare per raggiungere il vostro pubblico con i video sui social media.

Abbiamo parlato dei pro e contro del video marketing su Facebook e su YouTube, e abbiamo anche discusso i differenti punti di vista con cui realizzare un gran video a seconda dell’obiettivo.

In questa parte scendiamo più nei dettagli di come creare un video fatto bene, e di come usare Facebook per aumentare la portata delle persone raggiunte, fare colpo sul vostro pubblico e tenere cotto controllo le prestazioni dei vostri video.

Dulcis in fundo, un po’ di dettagli su come usare i video all’interno del vostro imbuto di vendita per aumentare le conversioni del traffico che vi arriva dalle pubblicità video.

Per leggere la prima parte dell’articolo cliccate qui

Innanzitutto sgombriamo il campo: non avete bisogno di nessuna apparecchiatura costosa o di avere una troupe a disposizione; quel che vogliamo spiegarvi in questo post, è proprio come ottenere dei risultati di qualità con un budget contenuto.

6 consigli per creare video di alta qualità

Inannzitutto assicuratevi che il formato del vostro video rispetti le specifiche raccomandate da Facebbok.

 Configurazioni video suggerite: Formato dei file: .MOV o .MP4  Risoluzione minima: 720 pixel Formato d’immagine: 16:9 widescreen Durata massima su Facebook 60 minuti Durata massima su Instagram 60 secondi Carosello d’immagini in Video: Utilizzare 3/7 immagini massimo Durata: stabilite quanto volete che duri la riproduzione video delle foto

#1 – Durata dei video

Tenendo conto dell’altissima percentuale di video che viene consumata su dispositivi mobili, è sempre meglio puntare su video brevi. Secondo un’analisi di Wistia, c’è una stretta correlazione  tra la durata dei video e la percentuale di spettatori che arrivano sino alla fine.

Indagine Vistia sui video: Il tempo conta. Nel grafico la relazione tra la lunghezza di un video (asse orizzontale) e la percentuale di spettatori.

(Fonte)

Come regola di base, quindi, siate concisi. La finestra d’attenzione degli utenti mobili è minima, per ottimizzare al meglio il poco tempo che vi concedono e cercare di raggiungere il massimo numero di persone possibile, dovete andare dritti al punto.

In oltre, se riuscite a tenere il vostro video al di sotto di un minuto, potete utilizzarlo anche su Instagram.

Per Social Bakers i vostri video dovrebbero durare molto meno di un minuto, meno della metà per esattezza, per avere il massimo degli ascolti fino all’ultima immagine.

Secondo i nostri dati, solo il 25% dei video analizzati, della durata massima di 21 secondi, veniva guardato fino alla fine” (Source)

Se volete andare più in profondità nell’analisi di quanto la durata influenzi il tasso di completamento della visione, potere leggere questo interessante articolo (in inglese): Vuoi avere successo con la video pubblicità su Facebook? Falla breve!

#2 – Create un video che funzioni anche senza audio

I sottotitoli sono cruciali affinché il vostro video abbia successo. Un gran numero dei vostri possibili utenti, sopratutto quelli mobili, può trovarsi in situazioni in cui è in grado di vedere il video ma non ascoltarlo (sull’autobus/treno/metro x esempio), affidarsi solo all’audio può farvi perdere una bella fetta di probabili futuri clienti.

La maniera migliore per risolvere il problema non è quella di tornare al cinema muto, basta semplicemente creare dei sottotitoli per il vostro video, e ora che Facebook ha automatizzato il processo non potete neanche più trovare la scusa che stare a sincronizzare tutto, riga per riga, era un lavoro da perderci la testa.

Oggi, quando caricate un video, nel pannello di controllo (sotto la miniatura dell’immagine di copertina), trovate i tasti per aggiungere i sottotitoli automaticamente.

Non fidatevi di Facebook alla cieca però! Dato che i sottotitoli vengono generati automaticamente, è facile che ci siano errori e parole mal interpretate, vi conviene dare sempre un’occhiata e correggere ciò che non va prima di pubblicare.

Fare l’editing dei sottotitoli è davvero semplice, potete controllare che ciò che appare sullo schermo sia sincronizzato con ciò che viene pronunciato a video, modificando l’apparire (e la durata) di ogni linea fino al centesimo di secondo, per garantire il massimo della fluidità e la migliore esperienza sia per chi può guardare e ascoltare, sia per chi vede soltanto.

Se state pensando che si tratti di una perdita di tempo vi sbagliate di grosso, i sottotitoli giocano un ruolo importante nella psicologia di vendita. La serie di parole chiave che appaiono sullo schermo vi consente di trasmettere a pieno il vostro messaggio puntando solo sulla vista, attira l’attenzione anche dello spettatore più distratto e comunica con  il suo cervello a livello inconscio, rendendo il vostro messaggio ancora più incisivo.

Non siete convinti? Almeno fidatevi di Facebook, che ufficialmente ha dichiarato:

I nostri test interni hanno dimostrato che i video con sottotitoli vengono visti il 12% più a lungo degli altri”(fonte Facebook).

#3 – Partite alla grande

Fate in modo che nel vostro video ci sia azione già dai primissimi secondi. Se non partite subito in quarta, la gente distratta potrebbe scambiare il vostro video per un’immagine statica. Non dimenticate che non ci sarà sonoro finché l’utente non cliccherà sul video.

Se puntate su un discorso pensate attentamente alle prime due frasi. Molti utenti passano ad altro dopo 3-5 secondi, quindi siate potenti: quelle prime poche parole saranno la parte più importante del vostro video.

Le prima parole del video-messaggio elettorale di Joni Ernst catturano l’attenzione e lasciano increduli (soprattutto per la naturalezza con cui vengono pronunciate). Di sicuro anche voi sarete tornati indietro più volte per essere sicuri di aver capito b ene. Questa elegante signora ha davvero detto: “Mi chiamo Joni Ernst e sono cresciuta castrando maiali”?

#4 – Scegliete una miniatura “che spacca”

Tenete conto che alcuni utenti di Facebook potrebbero avere la funzione di riproduzione automatica disattivata. Quindi non solo i vostri primi secondi devono catturare l’attenzione, ma addirittura l’immagine fissa deve essere così speciale da indurre l’utente a cliccare per saperne di più.

Oh e… la regola del 20% (con tutta la recente “deregulation”, che limita di molto la portata del vostro annuncio se il testo occupa più del 20% dell’immagine) ) vale anche per le miniature dei video.

“Per consentire ai pubblicitari di fare il proprio lavoro, pur continuando a garantire ai nostri utenti un’esperienza di navigazione piacevole su Facebook, abbiamo creato la regola che limita al 20% la proporzione testo/immagine nelle pubblicità. Siamo sempre alla ricerca di miglioramenti per garantire la massima soddisfazione di tutti, e per questo stiamo sperimentando una nuova soluzione che consenta di avere annunci con più testo, ma in base alla proporzione del testo stesso, questi annunci non raggiungeranno lo stesso numero di utenti che avrebbero potuto raggiungere stando all’interno del 20%. I dati che ricaveremo d questi primi test ci porteranno a una soluzione definitiva, sempre nell’ottica di garantire una navigazione libera da assilli!” (Fonte)

#5 Il Punto di Vista

Uno dei modi più semplici (e anche meno evidenti) per dare forza a un video e giocare sui sentimenti del pubblico è l’angolo di ripres. Non avete idea di quanto possa avere influenza sui sentimenti, le emozioni, e le associazioni mentali degli spettatori.

Ecco un po’ di idee con le quali potete sperimentare.

Altezza occhi

Questo è l’angolo di ripresa più comune, quello che riproduce il mondo reale, Il soggetto è mostrato così come ci apparirebbe guardandolo al di là della telecamera, in maniera che l’impatto sia neutrale/naturale.

Dall’alto

La tecnica di ripresa dall’alto, in cui la camera è posizionata molto al di sopra del soggetto (che può essere in primo o secondo piano, come nella foto qui sotto), ha l’effetto psicologico di sminuire il soggetto stesso, facendolo apparire meno significativo, meno potente e addirittura sottomesso.

Dal basso

Qui vale lo stesso discorso fatto sopra, ma rovesciato. Quando il soggetto è ripreso dal basso, visivamente trasmette al nostro cervello un segnale di grande potere o dominanza del soggetto stesso.

A volo d’uccello

La scena è ripresa dall’alto ma con un raggio più ampio, riproducendo quello che vedremmo se effettivamente potessimo volare. Il punto di vista “innaturale” può essere utilizzato per dare più drammaticità alla scena o mostrarla da una prospettiva d’insieme che fa colpo.

Camera Inclinata

Conosciuta anche come Dutch tilt, è una ripresa ottenuta con un’inclinazione della cinepresa volta a creare e sfruttare un angolo di eccentrica per suggerire un senso di disorientamento. Se volete fare la differenza, l’orizzonte inclinato potrebbe fare al caso vostro.

Image from the movie Inception

#6 – Andate al di là dell’immagine

Ricordatevi che non siamo al cinema, né in Tv. Quando pensate al vostro video dovete sempre immaginarlo nel contesto in cui apparirà (ovvero la Rete).

Se, per esempio, volete che gli utenti clicchino sul pulsante della vostra CTA potete tranquillamente (anzi dovete), dedicare gli ultimi secondi del video ad invitare direttamente il vostro pubblico ad agire, magari puntando con il dito lì dove il pulsante apparirà.

Se l’arte del video vi appassiona, potete sperimentare oltre. La catena americana di elettronica ed elettrodomestici Lowe, per esempio, ha creato due video e li ha montati con effetto “a specchio”, incoraggiando poi gli utenti a ruotare il cellulare durante la visione per avere… i due lati della medaglia in un colpo solo!

Come settare una video pubblicità su Facebook

Le spiegazioni che seguono utilizzano Facebook Business Manager, lo strumento interno a Facebook che vi permette di settare, gestire e monitorare tutte le vostre pubblicità, video inclusi.

Non è intuitivo da usare (con AdEspresso ottimizzare la Pubblicità su Facebook è più facile), ma a meno che non pensiate di assumere qualcuno nell’immediato futuro, è meglio che impariate ad usarlo, e prima cominciate meglio è.

Ecco i passaggi da seguire.

Creare la Campagna

In Business Manager, andate su Ads Manager e cliccate su Crea Campagna

Scegliere l’obiettivo

Ci son o una serie di obiettivi ideali per il marketing video. Non sono gli unici che potete scegliere tra tutti quelli che Facebook vi mette a disposizione, ma questi sono quelli che in generale funzionano meglio con le strategie video di cui abbiamo parlato in precedenza.

Creare il pubblico e definire il budget

Una volta che avete settato gli obiettivi pubblicitari, potete iniziare a creare la campagna. In questa fase dovete stabilire il pubblico al quale volete rivolgervi e quanto siete disposti a spendere.

Dovete anche scegliere come ottimizzare la vostra offerta. Per far sì che il vostro video venga mostrato in autoplay (ma senza audio finché l’utente non vi clicca sopra, ricordatevi), dovete ottimizzare per “impressions” o “video views” (questo settaggio viene selezionato in automatico se avete scelto come obiettivo “video views” nel passaggio precedente), costo per click vi potrebbe costare troppo (per il discorso dell’audio di cui sopra).

La creazione del pubblico (targeting) è un elemento cruciale della vostra campagna Facebook, sopratutto perché vi permette di raggiungere il cosiddetto traffico freddo (cold traffic). Ecco qualche consiglio base:

Per saperne di più su come  andare a ricontattare il “traffico freddo”, potete leggere questa guida (in inglese): Why Retargeting Isn’t the End All to Facebook Ads (And How to Get Cold Traffic That Is)

L’editing finale del video

Finalmente ci siamo! Una volta stabiliti obiettivi, budget e pubblico, potete finalmente caricare il video e creare la vostra pubblicità.

Per saperne di più potete leggere questo post (in inglese): Google URL Builder: How to Track Campaigns in Analytics.

Controllare la performance del vostro video

Una volta che il vostro video è a posto e la campagna è in corso, bisogna cominciare a controllar che tutto funzioni come dovrebbe. La prima cosa da fare per monitorare il successo e controllare quante volte il vostro video è stato visto. ma quel numero che vedete è davvero il numero dei vostri spettatori? La risposta potrebbe non essere ovvia come sembra!

Facebook conta “spettatore” chiunque abbia visto il vostro video per più di tre secondi. Se usate l’autoplay è facile che questo pubblico di spettatori sia gonfiato includendo anche coloro che hanno visto il vostro video passare nella loro bacheca senza però prestarvi alcuna attenzione.

Come avere, quindi, dei dati più precisi e significativi sull’effettiva prestazione della nostra video pubblicità?

Innanzitutto dovete andare nella sezione “Video Engagement”, nella colonna che appare potrete visualizzare dati molto più dettagliati, tipo la percentuale di chi ha davvero visto il video e quanto questo vi è costato.

Per i video finalizzati al Branding, ovvero a far conoscere e a creare la vostra marca, quel che vi interessa è la portata organica, dovrete quindi cliccare su “Engagement” e concentrarvi sul numero di “mi piace”, commenti e condivisioni che sta avendo il vostro video.

Se invece vi interessa capire se la vostra pubblicità stia riuscendo o meno nell’obiettivo di portare gente sul vostro sito, quanto spesso la vostra pubblicità viene vista dagli utenti e il vostro punteggio di pertinenza, dovete dare un’occhiata alla sezione “Performance and Clicks”.

Man mano che scoprite dati utili, create un report personalizzato così potete tenerli sott’occhio in un’unica finestra (qui trovate un video tutorial in inglese, su come farlo.

Non dimenticate di includere le seguenti metriche nel vostro set KPI standard:

Scendere nel dettaglio

Potete avere informazioni ancora più dettagliate incrociando queste colonne di dati con uleteriori segmentazioni.

Per esempio, cercate quali segmenti specifici del vostro pubblico (in base all’età, al sesso o a dove si trovano) sono più in sintonia con il vostro messaggio, in modo da capire chi sta davvero interagendo con il vostro video o si sta “convertendo” sul vostro sito.

Se trovate una n icchia di pubblico che funziona particolarmente bene create una campagna solo per loro, o modificate quella esistente per concentrarvi più su quel segmento escludendo altre nicchie meno performanti. Tutti i dati particolareggiati che che potete vedere nelle colonne dei dettagli (breakdown) sono idee per andare a colpire nuove persone.

Retargeting con i Video

Uno degli strumenti più utili che Facebook vi mette a disposizione è la possibilità di selezionare un pubblico diverso (una serie, addirittura) in base alla maniera in cui le persone interagiscono con la vostra pubblicità.

Per esempio, tra tutti gli spettatori potete creare un sottogruppo con coloro che hanno visto tutto il vostro video, o una buona parte e metterli da parte per ulteriori operazioni di marketing.

Farlo, tecnicamente, è molto semplice. Andate nell’Ad Manager (Gestore delle inserzioni) e poi nell’Ad Editor, cercate il menù “call to action” e cliccate sul pulsante che dice “crea un pubblico con le persone che hanno visto il video” (indicato dal freccione rosso nell’immagine qui sotto).

Quando la vostra pubblicità è partita incomincerete a vedere i numeri all’interno del vostro pubblico iniziare a salire. Se usate lo stesso video per pubblicità diverse della stessa campagna (se state facendo dei test A/B, per esempio), i dati raccolti saranno per ogni singola pubblicità, e questo vi aiuterà a raffinare il target e individuare al più presto il vostro pubblico ideale.

Basta digitare le prime parle del testo che avete scelto per quel determinato video per avere i dati particolareggiati.

Questo vi consente di mettere a punto il vostro messaggio ed essere estremamente specifici in quello che l’utente vedrà (per massimizzarne gli effetti).

Consiglio pratico: dovete creare prima un video che sia davvero in sintonia con il pubblico che avete scelto e che, oltre alla spinta a pagamento (quella della vostra campagna), riceva anche una buona pubblicità spontanea degli utenti. I dati che Facebook raccoglie relativamente al pubblico dei vostri video, infatti, includono anche le condivisioni.

Tutti coloro che hanno visto il vostro video sino alla fine o quasi, probabilmente sono persone interessate alla vostra offerta/prodotto, è il caso, quindi, di utilizzare i dati raccolti con il video per creare una campagna indirizzata solo agli utenti interessati, con un’offerta speciale o qualcosa che li faccia “convertire” in Lead, lasciandovi il loro indirizzo email.

Il primo video potrebbe dunque essere una sorta di tutorial su come risolvere un problema che il pubblico a cui volete rivolgervi pensate abbia (esempio: come fare una cena per due in meno di 15 minuti con ingredienti “da single”). Poi, una volta che avete creato un bel pubblico, andate a selezionare i più “fedeli”, e gli inviate il dietro le quinte del video, con una spiegazione di come il vostro prodotto/offerta li può aiutare ad ottenere i risultati del video/risolvere il loro problema (poniamo che voi vendiate cibo di qualità già pronto, o il vostro servizio sia l’invio di ingredienti freschi a domicilio, gli fate vedere l’arrivo della scatola, le vostre varie offerte etc…).

Come collocare i Video all’interno dell’imbuto

L’ideale sarebbe che la vostra strategia non si limitasse all’uso dei video su Facebook. L’utilizzo di video durante tutta l’esperienza d’acquisto del cliente (o il vostro imbuto di vendita), renderà l’esperienza più uniforme e incoraggerà i possibili clienti ad andare avanti, a darvi fiducia e, infine, a comprar da voi.

Come quando scegliete il look perfetto, cercando di coordinare tutto, anche il passaggio dal fantastico video sulla vostra pagina Facebook, alla vostra landing page, al catalogo dei prodotti eccetera, deve filare liscio come l’olio! Mantenete lo stesso tenore di qualità è fondamentale. Cosa pensereste voi se cliccando sul video di una sfilata, per esempio, o su una CTA che promette capi d’alta moda a p’rezzi scontati, vi sbuca un sito cinese fatto con un template gratuito e tradotto con Google?

Inoltre, i video sono molto efficaci sulle landing page e in altri punti cruciali dell’imbuto, perché vi permettono di far arrivare esattamente il messaggio che volete a chi è interessato a recepirlo.

Un buon esempio è quello di Brady Shearer, di Pro Church Tools, che ha usato la funzione delay timer nel suo video Click Funnels in modo da creare frizione e far restare gli utenti nell’imbuto. In pratica quando arrivate sulla sua landing page il video è l’unica cosa che appare, e dovete restare ad ascoltare finché non si arriva a un punto chiave deciso in precedenza (è questa la funzione del delay timer), nel quale Shearer fa l’offerta, poi invita all’azione, e infine le informazioni appaiono sullo schermo.

Prima della CTA (solo video)

Dopo la CTA (punto chiave nel video) le informazioni appaiono

Per saperne di più su Brady Shearer e sulla sua “strategia della frizione” per aumentare le conversioni nel suo imbuto con i video, leggete qua (in inglese): How Pro Church Tools Generated $25,865 in Recurring Revenue in 6 Months.

Concludendo

Il video è uno strumento molto potente che crea una connessione emotiva molto forte con il vostro pubblico, e può far crescere la vostra base di utenti in fretta, se usate le strategie giuste.

La tendenza verso l’uso predominante dei video non può essere ignorata, sopratutto da chi sta cercando nuovo pubblico tra gli utenti mobili.

Speriamo che dopo aver letto questa guida vi sentiate pronti a creare il vostro video da Oscar, quello che farà crescere il vostro marchio e diffonderà il vostro messaggio in tutto il mondo. Non c’è mai stato momento migliore per tirare fuori l’Alfred Hitchcock (o chiunque altro vi piaccia) che c’è in voi.

Kyle Gray Kyle Gray ha fondato Conversion Cake, un’azienda che cerca di aiutare le piccole imprese e le startup ad impostare e portare avanti strategie di content marketing e funnel di vendita. Il suo primo libro“The College Entrepreneur” , è una guida che insegna agli studenti universitari come sviluppare un atteggiamento imprenditoriale mentre sono ancora tra i banchi, e come usare tutte le risorse che l’Università mette loro a disposizione per creare un futuro fantastico da capo di se stessi”.