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Creare un Business e farlo rendere, in 6 settimane, usando solo la Pubblicità Facebook (Il nostro grande esperimento – Settimana 1)

Lo scorso gennaio abbiamo messo alla prova diverse aziende che offrono servizi di grafica online. Gli abbiamo commissionato il design di una Pubblicità Facebook, dando a tutti le stesse indicazioni. Il nostro scopo era di scoprire quale, tra i design prodotti, avrebbe generato il miglior ROI. Nelle prossime settimane ci lanceremo in un esperimento nuovo e persino più interessante.

Creeremo un negozio online e faremo crescere un business usando soltanto la Pubblicità Facebook.

Come Creare Un Business Partendo Da Zero

Dopo tutto non esiste sulla faccia di Facebook un’azienda che non possa trarre vantaggi dal fare pubblicità su Facebook, anche se ci sono alcune categorie che sembrano fatte apposta per il Social Media. Non è necessario avere “il prodotto che cambierà il mondo” o un budget a 7 cifre per fare il botto su Facebook, basta saper usare bene i potentissimi strumenti che la piattaforma stessa mette a disposizione.

In un tempo di 6 settimane, e attraverso 6 post che dettaglieranno minuto per minuto ciò che accade “in laboratorio”, vi mostreremo com’è possibile creare un business da zero e investendo una cifra alla portata di tutti. Attenzione, se siete alla ricerca della formula magica per fare 7 milioni in 7 giorni, il nostro team di sperimentatori vi deluderà! Se invece volete seriamente stare a vedere che succede e, magari, provarci anche voi, continuate a leggere fino alla fine. Se poi siete davvero impazienti, cliccate qui per andare direttamente al nostro esperimento,  scoprirete tutti i dettagli e che tipo di negozio stiamo mettendo in piedi.

Siete ancora qui? Bene! Torniamo allora da dove eravamo partiti, ovvero i 3 tipi di business fatti su misura per la Pubblicità Facebook.

1 – I marchi di largo consumo

I consumatori che sono alla ricerca di un prodotto specifico vanno su Google. Se avete messo gli occhi su quella videocamera da sogno vi verrà praticamente naturale cercare le recensioni online e comparare le varie offerte. Ma… se questo desiderio della videocamera vi cogliesse all’improvviso, mentre siete online, e finiste per comprarla senza che neppure voi sappiate il perché?

La gente non va su Facebook per comprare qualcosa. Ci si collega per vedere cosa fanno i nostri amici, condividere con loro e cercare contenuti interessanti.

Ma questo non è certo un problema per chi si occupa di pubblicità, anzi è una grossa opportunità. La pubblicità di Google è perfetta per chi ha una necessità e vuole soddisfarla, basta sapere quello che vuoi e in due click ce l’hai nel carrello. Al contrario Facebook è il mezzo perfetto per generare la domanda—, indirizzando i desideri degli utenti prima ancora che diventino necessità consapevoli. E i marchi di largo consumo sono in una posizione privilegiata per approfittarne.

Tra le 11 aziende che hanno maggiormente investito in Pubblicità su Facebook lo scorso anno, solo due — Amazon e Walmart—erano rivenditori. Il resto erano marchi di largo consumo come Nestle, Coca-Cola, Procter&Gamble, e Samsung. Pur essendo aziende di successo, anche per questi colossi non è facile farsi vedere in un mercato sovraffollato. Al consumatore distratto importa davvero se sia meglio una merendina Nestle o una barretta di Mars? O la differenza che c’è tra Coca e Pepsi?

Il potere di Facebook come nuovo mezzo di comunicazione/intrattenimento di massa è quello di far arrivare il messaggio dritto dritto al destinatario -un po’ come facevano un tempo i giornali e, più di recente, la Tv-, senza distrazioni, però. L’animo “social” della piattaforma  coinvolge un pubblico estremamente variegato, e dà la possibilità a chi si occupa di pubblicità di raggiungere diversi tipi di audience contemporaneamente, a costi di molto inferiori rispetto ai media tradizionali.

Il fatto stesso che chi va su Facebook non lo fa per fare nessun acquisto specifico, rende il mezzo stesso il luogo migliore dove instillare il desiderio nella testa degli utenti, che può poi trasformarsi in un acquisto e, alla lunga, creare una affinità, un legame con un certo marchio che sarà difficile da rompere. Una volta creata questa Brand Affinity, le aziende possono davvero usare Facebook per ispirare, o se volete “guidare”, i desideri delle persone.

Facebook aiuta i grandi marchi a ispirare i consumatori

Le aziende che sono in grado di percepire non solo i bisogni o i desideri ma sopratutto le aspirazioni dei propri clienti partono avvantaggiate. Prendete per esempio American Express. Come riesce a spiccare nel mucchio delle Carte di Credito? Cosa rende la propria comunicazione differente da quella dei concorrenti (dai nomi altrettanto noti), tanto da spingere i consumatori a volere proprio quella e non un’altra, magari inclusa direttamente nel pacchetto offerto dalla propria banca o addirittura più conveniente? Offre ispirazione!

In questa Pubblicità Facebook, American Express non punta affatto sulle condizioni offerte (presentandole come più vantaggiose rispetto ai concorrenti e così via). L’annuncio punta, invece, a ispirare i possibili nuovi fruitori garantendogli un’esperienza. Tassi d’interesse e miglia aeree guadagnabili non sono certo l’esca migliore per far abboccare i vostri occhi mentre siete pigiati a sardina in metropolitana; una bella foto di quella vacanza da sogno di cui avreste proprio bisogno, invece, vi fa ingoiare esca, amo e pure la lenza! A giudicare dai numeri, American Express è riuscita a trasportare molti clienti dal regno dei propri sogni personali alla realtà del loro prodotto.

Gli psicologi hanno dimostrato che le pubblicità sono molto efficaci nel motivare i fruitori, quando riescono a far leva su determinati tratti emotivi come socievolezza, gradevolezza, impegno consapevole, stabilità emotiva e apertura alle nuove esperienze. Non c’è bisogno di molte parole per spiegare che, nella sua pubblicità, American Express sfrutta molte di questa emozioni per colpire nel segno. Ecco come fa:

Questa pubblicità si rivolge ad un mercato davvero ampio e abbraccia molteplici scenari, ma il messaggio è sempre uno: “quale che sia il vostro sogno American Express può trasformarlo in realtà”.

2 – Le aziende “sotto casa”

Fare pubblicità può essere un po’ un problema per le piccole imprese locali. Ovviamente, se chi si dovrebbe occupare di far conoscere il proprio business al resto del mondo deve passare la maggior parte del tempo anche dietro il bancone del bar, in cucina, o alla cassa, e ancora deve gestire fornitori, personale e quant’altro, è un po’ difficile che diventi anche un campione di SEO.

Per fortuna c’è Facebook. Le pubblicità di Facebook destinate alla visibilità locale sono l’equivalente di mandare in giro un paio di modelle o modelli semi (s)vestiti a distribuire volantini con il vostro nome. Il loro scopo è quello di raggiungere quante più persone possibile in un determinato raggio e consegnare solo a loro il vostro invito. Insomma, è come creare un filo diretto tra la porta dei potenziali clienti e quella del vostro negozio.

Con questo tipo di annunci non solo potete raggiungere tutto il vicinato, ma anche chi si trova di passaggio, quindi che siate il nuovo bar destinato a diventare punto di ritrovo del quartiere, o che offriate deliziosi souvenir del Duomo fatti solo di stuzzicadenti, Facebook diventerà il vostro nuovo Marketing CEO.

A caccia di pubblico su Facebook: musei

Nel cuore di Fort Worth, in Texas, proprio nel bel mezzo di tutte le migliori attrazioni turistiche della città si trova il Museo d’Arte Kimbell. La loro scelta di usare la visibilità locale, per una campagna mirata a pubblicizzare una mostra di opere provenienti dalla National Gallery scozzese, ha pagato.


Come potete notare, l’enfasi del messaggio non è puntata sui nomi dei grandi artisti in mostra (che vengono citati quasi en passant nel testo). Quello su cui questa pubblicità fa leva, invece, è il cosiddetto senso di repulsione della perdita, ovvero il fatto che ognuno di noi preferisce evitare di perdere (un’occasione, tempo, danaro etc). Ecco come questa chiave psicologica è stata sfruttata dal Museo d’Arte Kimbell:

Dite che è abbastanza? Non ancora, il Museo d’Arte Kimbell continua a tenere agganciati i propri utenti su Facebook anche dopo che sono entrati nelle sale della mostra.Grazie a Facebook Beacon può, per esempio, inviare automaticamente via smartphone ai visitatori con bluetooth acceso messaggi pre-impostati, informazioni sulle prossime mostre, promozioni eccetera. Ed ecco che anche il negozio di souvenir del museo, oltre alle sale, si riempirà.

3 – Chi offre prodotti/servizi di nicchia

Le persone vanno su Facebook per condividere tutto ciò che li rende unici e Facebook,  a sua volta, gli rende facile il lavoro, dandogli una serie sempre crescente di etichette per definirsi e nicchie in cui collocarsi. Mettiamo che voi abbiate appena comprato casa in campagna, amiate i bassotti e vi piaccia lavorare il legno, ci sono mille modi in cui potete cercare all’interno dell’universo Facebook e trovare altre pagine, gruppi o persone esattamente come voi, nelle quali o con le quali condividere le vostre passioni.

Questa iper-personalizzazione funziona anche a favore delle aziende, perché consente loro di trovare micro-nicchie di clienti con una precisione impensabile su altre piattaforme pubblicitarie. Con Facebook è possibile trovare dei clienti fatti su misura per la vostra azienda, raggiungendo e raggruppando nicchie demografiche estremamente specifiche.

Quindi se domani Mister X decide di pubblicizzare i suoi giocattoli per cani in legno riciclato, e il suo annuncio compare a ripetizione sulla vostra bacheca e non su quella del vostro fratello gemello che vive in città e ha un gatto, non chiedetevi perché!


In sintesi: se il prodotto o il servizio che offrite è altamente personalizzabile, che si tratti di un capo di abbigliamento, un casco serigrafato o una foto con autografo, su Facebook è possibile trovare esattamente il parco clienti che fa per voi.

A caccia di pubblico su Facebook: promoter di concerti

Chi si occupa di promuovere spettacoli o eventi musicali si trova ad affrontare una sfida importante: dover veicolare al meglio messaggi differenti su eventi differenti a pubblici differenti ma… molto simili. Creare un pubblico specializzato unendo demografiche diverse può aiutare moltissimo nella targetizzazione, ne sanno qualcosa i promoter di Austin City Limits Live, un canale che si occupa di promuovere eventi dal vivo.

Qualche anno fa, per fare pubblicità ai loro eventi dovevano davvero consumare la suola delle scarpe: mettevano annunci sui giornali locali, appendevano fisicamente le locandine nei negozi di dischi o sulle bacheche di scuole e centri sociali. Qualche anno dopo lo stesso lavoro lo facevano dalla scrivania, ma comunque trovare gli indirizzi email giusti o le parole chiave per ogni potenziale pubblico era un lavoro snervante; così come lo era il rischio che i fan si lasciassero attrarre da qualcos’altro nella newsletter in cui erano presenti anche i loro eventi, ma in fondo!.

Oggi, grazie a Facebook, chi si occupa di promozione di eventi può trovare e veicolare il proprio messaggio in più gruppi, tutti iper-specializzati, contemporaneamente.


Ancora più difficile che portare i texani a una mostra del Museo di Scozia, è stato, per Austin City Limits Live, portarli all’evento principale del Fun Fun Fun Fest 2015: nientepocodimenoché la registrazione in diretta di una puntata di StarTalk! (un podcast di scienza) con, tra gli ospiti, un comico, uno scienziato locale piuttosto famoso e la versione americana di Piero Angela.

Con un intreccio di target che coinvolgeva nerd, amanti della commedia, presenzialisti agli eventi dal vivo, fanatici della Tv e i turisti che in quel momento si trovavano ad Austin… ACLL ha riempito l’auditorium! E le bacheche Facebook dei partecipanti (nei giorni precedenti).

Il nostro esperimento: creare un marchio dal nulla e trasformarlo in un business solo con la Pubblicità Facebook

Ovviamente, anche se la tua azienda non ha un business che include i tre “favoriti”, usare bene la Pubblicità Facebook può fare la differenza e aiutarti a far crescere la tua azienda e aumentare le vendite dei tuoi prodotti.

Usando non solo gli strumenti che abbiamo elencato in questo articolo, ma anche tutti gli altri che Facebook mette a disposizione, è possibile partire da zero e, con un investimento minimo, raggiungere potenziali clienti e farli cadere nell’imbuto di vendita. Per dimostralo abbiamo voluto provarci noi stessi.

OK non è un colpo di genio abbiamo solo creato una maglietta. Ma è proprio questo il punto! Vogliamo provare che, senza magazzino né una produzione in larga scala, quindi senza un investimento pesante e usando come unico canale di marketing la piattaforma pubblicitaria di Facebook, trasformeremo King’s County Threads, nel nuovo successo di cui tutti parlano.

Per i non newyorkesi, la linea L della metropolitana è una di quelle calde della città, indispensabile per molti che vivono a Brooklyn. Il servizio di trasporto pubblico potrebbe chiudere la linea per lavori per oltre un anno, e potete immaginare il problema che questo potrebbe causare per chi vive lì ma lavora a Manhattan.

Non siamo gli unici a porci il problema, e vogliamo proprio vedere se riusciamo a scovare chi la pensa come noi grazie a Facebook.

Attenzione, lo ripetiamo! Questo esperimento non è una formuletta per arricchirsi in pochi giorni (per quella si accettano offerte private), e non vogliamo certo sottovalutare la difficoltà di iniziare un vero business. Vogliamo però scoprire insieme a voi se davvero la strategia giusta e l’atteggiamento adeguato possono trasformare una semplice idea in qualcosa di più.

Lungo la strada, nelle 6 settimane di tempo che ci siamo dati, vi spiegheremo come usare al meglio la Pubblicità Facebook per far crescere anche il vostro business. Percorreremo assieme tutte le fasi necessarie: miglioreremo il nostro prodotto grazie ai commenti degli utenti, creeremo il nostro mercato su misura e faremo una campagna pubblicitaria coi fiocchi. Vi faremo vedere tutto, il bello, il brutto e il cattivo, se dovessero esserci anche questi!

Che ne dite? Vi piace l’idea? Commentate qui sotto e fateci sapere! Alla prossima settimana per la puntata numero 2!