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Esperimento: Creare e far crescere un negozio solo con la Pubblicità di Facebook – Risultati Finali (seconda parte)

Il nostro esperimento, dopo un mese e mezzo, è finito. Vi abbiamo mostrato quanto sia facile iniziare un’azienda di commercio elettronico e fare pubblicità a migliaia di persone.

Vi abbiamo anche fatto vedere, passo passo, il procedimento che abbiamo creato per migliorare la nostra strategia pubblicitaria, gli errori che abbiamo commesso e i cambiamenti che abbiamo messo in atto dopo aver imparato da quegli errori.

Ma il meglio deve ancora venire!

La settimana scorsa, nella prima parte di questo capitolo finale, abbiamo esaminato al microscopio la procedura operativa e di controllo che abbiamo creato. In questa seconda parte completiamo l’opera con tutti i risultati della nostra ultima campagna, i dietro le quinte del nostro sito web e il bilancio finale costo/risultati. Pronti?

Se vi siete persi le puntate precedenti, staccate il telefono, mettetevi comodi, e cominciate a cliccare sul primo link qui sotto…

La nostra campagna finale, la maglietta “Bernie, Fratello”

Abbiamo cominciato il nostro esperimento sotto un treno locale (quello della linea L della metropolitana di New York, che potrebbe chiudere per lavori per anni), e abbiamo finito, con la campagna numero 3, su scala nazionale.

La maglietta “Bernie Bro” (che in italiano suona tipo “Hey, Bernie, ciao Fratello”), era idealmente rivolta agli studenti universitari ispirati da Bernie Sanders, il “rivoluzionario” avversario di Hillary Clinton per la corsa alla Presidenza degli Stati Uniti.

Si… Bernie è un fratello 😉 Problemi?

E com’è andata stavolta? Nell’articolo precedente, vi abbiamo raccontato di come all’inizio il coinvolgimento sul Social sia stato piuttosto alto. Bene, il risultato si è mantenuto tale per tutta la campagna, tanto che alla fine abbiamo avuto 41 “mi piace” e 2 condivisioni.

Abbiamo avuto la conferma che la nostra pubblicità avesse colpito nel segno (dell’engagement) perche la sezione dei commenti ha cominciato a vivere di vita propria. Addirittura è scoppiata una piccola guerra a suon di meme tra chi era a favore di Bernie Sanders e chi contro.


Ogni volta che uno scambio di commenti sotto un post (o un Ad) prende corpo, Facebook comincia condividere il vostro ad anche nella cerchia di amici dei commentatori, ovviamente questo provoca l’effetto rete nel gruppo di amici di ciascuna persona coinvolta, e in pratica promuove il vostro annuncio gratuitamente.

Ovviamente nn stavamo partecipando al concorso “il più popolare del web”, e le vendite (non i commenti) erano il nostro obiettivo finale, ma senza dubbio questa reazione ci ha dimostrato che ci stavamo avvicinando all’identificazione del nostro potenziale parco clienti con molta più precisione che nelle prime due campagne.

La campagna “Bernie Bro” ci è costata 110$ ed è stata mostrata a 6.394 persone. L’annuncio ha anche avuto una bassa frequenza, in media ogni utente l’ha visto una volta e mezzo (1,6 per essere precisi. Questo significava che probabilmente avevamo azzeccato il mix giusto di budget e publico.


Ovviamente non potevamo essere contenti perché sì, certo, avevamo coinvolto più persone, ma questo non si era però tradotto in maggiori vendite.

Cosa abbiamo imparato

La nostra ultima campagna ci ha insegnato chiaramente che:

Che cosa ci hanno insegnato i numeri

Ci siamo concentrati solo sulle campagne di Pubblicità Facebook, e per andare a indagare ancora più a fondo sul loro impatto, dobbiamo dare un’occhiata al nostro sito web.

Le nostre campagne su Facebook hanno generato un bel traffico, in totale ben 715 visitatori unici.

Prima (first), Seconda e Terza (third) campagna

La maggior parte del traffico è arrivata dalla nostra prima campagna, quella sulla linea L della metropolitana, che però, come vi abbiamo già detto, è stata visualizzata per il 99% sul cosiddetto audience network, di Facebook, ovvero su una serie di app esterne al social. Abbiamo già spiegato in questo articolo, che pur avendo avuto un sacco di visite, questo posizionamento ci ha sballato le metriche, risultava un numero molto alto di conversioni che però, essendo viziate in partenza, non ci hanno permesso di lavorare sui numeri.

L’ondata più massiccia si è verificata nei primi due giorni di ogni campagna, lo stesso trend è stato confermato da Google Analytics.


Ciò dimostra che campagne brevi e frequenti generano più traffico di campagne più lunghe. Inoltre, e forse più importante, i numeri ci hanno confermato che ci stavamo muovendo nella giusta direzione, almeno per quel che riguardava il target.

Il curioso caso del carrello abbandonato

I dati forniti da Shopify ci hanno anche permesso di capire qualcosa in più sul discorso vendite. Abbiamo infatti chiuso l’affare solo per una maglietta, ma in realtà avevamo fatto molto meglio. 35 clienti, o se preferite il 4,44% di tutti coloro che hanno visitato il nostro sito, avevano inserito una delle nostre magliette nel loro carrello.

Non è il numero che ci ha sorpresi, infatti nell’e-commerce una media del 7-8 percento aggiunge almeno un prodotto nel carrello, il problema è stato il crollo dei numeri nello step successivo!

L’abbandono del carrello è un fenomeno, purtroppo, ben conosciuto a chi si occupa di e-commerce, e coinvolge circa il 68% dei possibili clienti. Ma il nostro tasso di abbandono è stato un apocalittico 98%.

Perchè? Cos’è successo alla cassa? Riteniamo che siano entrati in gioco i cosiddetti costi nascosti.

Il 56% dei consumatori indica questi costi (che si scoprono solo alla fine) come la principale ragione per la quale non completano un’acquisto online. Dando un’occhiata al nostro carrello temiamo proprio che la ragione sia stata quella.


Noi abbiamo pubblicizzato una maglietta che costava meno di 18 dollari (17,99$), e avevamo scelto il prezzo dopo attente considerazioni in modo da farlo rientrare esattamente nella fascia delle t-shirt di buona qualità a prezzo medio .  ma aggiungendoci le tasse e le spese di spedizione il prezzo finale lievitava fino a 25 dollari, il che automaticamente spostava il nostro prodotto in una fascia di prezzo medio/alta, non esattamente in target con il tipo di pubblico (studenti universitari un po’ “rivoluzionari”) a cui ci stavamo rivolgendo.

Avremmo potuto affrontare il problema in due modi:

Lo ammettiamo, è stato frustrante arrivare a un passo dalla vendita tante volte e vedersela sfuggire per un soffio, però abbiamo capito dove s’inceppava il meccanismo e siamo certi che se avessimo continuato, e fatto un paio di modifiche, avremmo migliorato decisamente quell’unica solitaria vendita.

Cosa abbiamo imparato

Far arrivare utenti sul vostro sito web è una gran cosa, ma è solo il primo passo. La principale lezione che abbiamo potuto trarre analizzando i dati di Shopify è stata:

Ricapitoliamo un mese e mezzo di lavoro

Ok vi ricordate tutto e siete pronti a sperimentare anche voi? Ricapitoliamo, prima che passiate all’azione!

It’s hard to overstate Il risultato più prezioso del nostro esperimento è stato creare una procedura, operativa e di controllo, che useremo da ora in poi per ogni campagna.


Seguendo questo sistema, potete creare una campagna e usare tutte le sue falle per migliorare le successive.

La parte più facile e anche quella che ci ha dato più soddisfazioni nel rapporto costo/beneficio è stata la creazione del business in se stesso, dal marchio alla vetrina online. Come abbiamo dettagliato in questo articolo, abbiamo messo su un negozio online, ideato una maglietta e il relativo brand, e abbiamo integrato il tutto con Facebook $in un’ora e per meno di 40 dollari (49,87 $).

I numeri della nostra prima campagna di Pubblicità Facebook (per la maglietta “L-Train”), sono stati:

La campagna ha raggiunto molti utenti, ma è stata visualizzata solo su un canale e non ci ha permesso di arrivare al nostro obiettivo. Ci ha però consentito di migliorare il nostro pubblico e anche selezionare i posizionamenti che funzionavano meglio o peggio.

La nostra seconda campagna, anche questa per la t-shirt “L-Train”, si presenta così:

La nostra seconda campagna è stata più costosa e ha raggiunto meno utenti, ma erano tutti utenti di qualità (avevamo modificato la dislocazione geografica e altri piccoli dettagli sugli interessi del nostro pubblico) e incontrati su un terreno più costoso, non le app dei dispositivi mobili ma le bacheche di Facebook e la colonna di destra. Ha funzionato, e abbiamo ottenuto la nostra prima vendita.

Il problema però era il nostro Costo per Click, troppo alto! Con la nostra terza, e ultima, campagna abbiamo cambiato completamente il tiro per quanto riguarda il pubblico (non più solo abitanti delle zone di New York interessate dalla linea L) agganciandoci a una notiziona di portata nazionale (mondiale?) le elezioni presidenziali americane. Ecco i numeri della campagna per la maglietta “Bernie Bro”.

In totale l’esperimento ci è costato meno di 300 dollari (295,25) per sei settimane:

Ok, nel mondo del business non è certo un buon risultato, se con quel negozio dovevamo “portare il pane a casa” ci siamo tenuti la fame! Ma il nostro scopo in questa sede, ovviamente, non era di lucro ma didattico, quindi non abbiamo guadagnato “la pagnotta” ma ci siamo potuti nutrire di conoscenza dalle nostre magliette. E sopratutto abbiamo potuto diffondere questa conoscenza a voi, documentando ogni passo, errori compresi, in modo che voi, invece, possiate fare tutto giusto.

Nessuno azzecca la campagna perfetta alla prima botta. Mettetevelo in testa Facebook, funziona per tentativi e perfezionamenti, lezioni e correzioni, ci vuole tempo. Siate certi però che gli sforzi vengono ripagati, e ogni campagna, se la interrogate a fondo, vi rivelerà i segreti per migliorare la successiva. Com’è accaduto a noi, per esempio, per quanto riguarda l’identificazione del nostro pubblico.

Allora, come sarà la VOSTRA azienda di e-commerce?

Durante queste settimane abbiamo ricevuto un sacco di commenti, consigli, complimenti e critiche, e ognuno di voi è stato prezioso! Ora siamo curiosi di sapere come metterete a frutto la nostra fatica.

Da parte nostra continueremo a tenere in vita King’s County Threads e magari ci torneremo su per un nuovo esperimento, oppure se succede qualcosa di grosso sulla famigerata Linea L o ancora se (ma questa è fantapolitica) la Clinton non dovesse essere più in corsa e il vento rivoluzionario di “Fratello Bernie” dovesse ricominciare a soffiare. Quel che conta è che vi abbiamo dimostrato come le barriere all’ingresso, per chi vuole lanciarci nel mondo del commercio elettronico, sono davvero basse, e che le possibilità di trovare il vostro pubblico ideale su Facebook sono infinite.

Noi vi abbiamo fatto vedere il nostro, ora tocca a voi! Fateci vedere quale procedura avete creato per far crescere e prosperare la vostra azienda, e come avete utilizzato i nostri fallimenti per creare i vostri successi!

Fatevi valere nel mondo dell’e-commerce, ne saremo fieri (e non vogliamo neanche il merito)!!